a cura di Igor De Luigi – in aggiornamento –

Questa pagina nasce per rispondere alle domande che più frequentemente ci avete fatto in questi anni e ai commenti che abbiamo visto ai nostri post. A metà strada tra la tradizionale pagina di Faq e quella di un blog informale, cercherò di rispondere raccontandovi anche un po’ come abbiamo vissuto da questa parte dei social la pressione delle aspettative legate ad un progetto così ambizioso.

 

Dove posso vedere ISCHIDADOS?
Dopo le prime 2 proiezioni (gratuite) ci dedicheremo alla stampa e all’invio di dvd e bluray per i partecipanti al crowdfunding. Vi daremo delle tempistiche appena possibile, in base ai tempi tecnici della stampa e per le spedizioni.
Successivamente invieremo il link privato a tutti coloro che avevano la dicitura “digital download” all’interno della ricompensa.
Parallelamente valuteremo se fare altre proiezioni e con quali modalità e se stampare nuovamente su supporto fisico.
Per quanto riguarda la distribuzione su piattaforme online stiamo lavorando per trovare la miglior soluzione possibile.

 

Come mai ci avete messo così tanto?
Potrei riassumere la risposta con questo semplice schema:

 

image

 

 

ma vediamo la risposta nel dettaglio:

– Pre-produzione – siamo convinti che sia la fase più importante e delicata. Gli errori che si fanno in questa fase difficilmente possono essere risolti successivamente. Viceversa un buon lavoro di preparazione aiuta durante le riprese in cui, ve lo assicuriamo, accade di tutto… Ci sono tutta una serie di precauzioni che calcoliamo sulla base del modello “worst case scenario”, in cui cerchiamo di ipotizzare tutto quello che potrebbe andare storto e pianificare un piano B e C. Sono quelli che noi chiamiamo “imprevisti previsti” e spesso questo modus operandi ci ha salvato da mezzi disastri. È però un lavoro di pianificazione attenta che richiede molto tempo e nonostante questo rimangono fattori di imprevedibilità alti. Se volete farvi un’idea di quello di cui stiamo parlando vi consiglio un film documentario molto bello che si chiama “Lost in la mancha” e che racconta uno dei tentativi (allora fallito) di Terry Gilliam di girare il suo “the man who killed Don Quixote ” uscito recentemente dopo anni di difficoltà. Caro Terry, non sai quanto ti ho pensato mentre vagavo in cerca di villaggi abbandonati della Sardegna, hai tutta la mia stima. Calcolate quindi i tempi e i costi per cercare le location, sono una fase lunga, costosa e faticosa. Ecco perché molti ovviano a questi problemi girando in studio e ricreando le scenografie, ma io ho preferito trovare dei posti reali, che trasmettessero autenticità. Lo vedrete nella location in cui si sveglia la protagonista, un luogo trovato dopo settimane di ricerca, ma che era pressoché perfetto. Per mia grande fortuna ho avuto la possibilità in questi anni di lavorare con una collega e amica che ha reso possibile tutto ciò. Si chiama Cristina Trio ed è il nostro produttore esecutivo, ma potrei chiamarla “the wolf”. In questa fase inoltre abbiamo dovuto prendere una decisione difficile nell’ottobre del 2017; poco prima delle riprese infatti a causa di sovrapposizioni di lavori importanti, abbiamo dovuto cambiare il reparto fotografia, colonna portante di qualsiasi produzione. A LMC vison, con Alessandro Mattiolo come d.o.p e Junior Lucano come operatore, che avevano partecipato alla pilota del 2014, sono subentrati i ragazzi di Hive division, che oltre alla fotografia e alle riprese hanno curato anche il pacchetto dei vfx (visual effects). Per motivi logistici e di narrazione, inoltre, non potevamo girare in inverno ed estate, per cui abbiamo dovuto rimandare alla primavera del 2018.
– Produzione – dopo mesi di preparazione ti giochi tutto in pochi giorni, sei alla resa dei conti, non sono ammessi errori quando non hai soldi per organizzare altre riprese. Coordinare una troupe di 30 persone per 10 giorni incastrando voli, traghetti, pernottamenti, impegni di tutti. Ancora una volta devo ringraziare Cristina per il miracolo che è riuscita a compiere. Abbiamo girato per 10 giorni in condizioni estreme, i ragazzi hanno lavorato incessantemente con freddo, fatica, poche ore di sonno e tanta tanta passione. Se c’è l’abbiamo fatta è solo grazie a voi ragazzi, siete incredibili.
– Post-produzione – montaggio, vfx, color correction, sound design, colonna sonora originale. Tutto questo quando si hanno dei budget ridotti come il nostro, deve essere necessariamente incastrato nel workflow delle realtà coinvolte mettendo il nostro lavoro in coda ad altri. Inoltre purtroppo sono accaduti fatti e fattori personali per cui le tempistiche si sono ulteriormente dilatate.
– Crowdfunding – chiedetelo a chiunque abbia fatto una campagna di crowdfunding, è un lavoro a tempo pieno, ecco perché ci sono le agenzie che se ne occupano, ma ovviamente noi non avendo soldi per permettercela abbiamo fatto tutto in 2 persone: preventivi, ordini, grafiche, stampe, spedizioni ecc. Tutto mentre portavamo avanti il resto. Perdonateci se abbiamo impiegato così tanto tempo, ma vi assicuriamo che abbiamo fatto il massimo.

 

Come avete speso i soldi del crowdfunding?
la campagna si è chiusa con una cifra intorno ai 31k €, a questi vanno tolte le percentuali trattenute dalla piattaforma di crowdfunding e del sistema di transazione (Paypal). Infine calcolate le spese dei premi : maschere, cene, poster, dvd, t-shirt ecc. e relative spedizioni. Facendo un calcolo approssimativo possiamo dire di aver girato con all’incirca 25000€. Ora vi invito a fare una semplice ricerca su google mettendo il nome di una serie o un film che conoscete, seguito dalla parola “budget” e vi renderete conto di quanto questa cifra possa essere bassa per girare un soggetto horror con scene d’azione ed effetti speciali. Vi basti fare un calcolo di vitto e alloggio a persona per ogni membro della troupe per una decina di giorni per rendervi conto di quanto avevamo a disposizione per tutto il resto. A tal proposito ringrazio tutte le strutture che ci hanno ospitato e hanno creduto nel progetto, troverete tutti i ringraziamenti nei titoli di coda e nei prossimi post.

 

Ma ISCHIDADOS cos’è? Una serie, un film o un cortometraggio?
Ischidados nasce come progetto modulare. Non esiste una sceneggiatura blindata, il soggetto si presta ad essere declinato in diversi modi, dalla serie TV, al fumetto, al lungometraggio. Nel 2014 abbiamo pubblicato la puntata pilota per il web della durata di 4 minuti, cavalcando l’onda di quello che all’epoca sembrava un nuovo trend, ovvero le web serie. In seguito a delle trattative di mesi non andate a buon fine, con alcuni produttori e distributori, abbiamo messo in stand-by il progetto fino al dicembre del 2016 quando abbiamo pubblicato il crowdfunding. L’idea era di scrivere la sceneggiatura e quindi capire anche quale sarebbe stato il minutaggio in base al budget raggiunto, come evidenziavamo nello schema pubblicato sulla campagna, laddove il minimo erano i 30000€. Abbiamo scelto quella come cifra minima perché con meno era a nostro avviso impossibile fare qualsiasi cosa che fosse in linea con le nostre aspettative. Con il budget raccolto abbiamo chiuso materiale per circa 30 minuti che, uniti alla puntata girata precedentemente, compongono quella che per tante serie (per citarne una battlestar galactica) viene definita una mini serie pilota / una puntata pilota televisiva o “pilot”. Questa servirà per tornare dai produttori e dai distributori con più materiale e possibilità per proseguire sulla strada della serie o del lungometraggio. In questo senso non essendo una casa di produzione affermata il vostro sostegno è fondamentale, poiché più verrà diffuso più farà gola a potenziali investitori.

 

Ma non potete proporlo a ….?
Abbiamo proposto e continuiamo a proporre ISCHIDADOS a tantissime realtà, sia nazionali che all’estero. Si, prima che lo scriviate, anche quelle a cui state pensando in questo momento, anche quelle che conoscete tutti, le più famose! I principali problemi che abbiamo riscontrato sono 2: si stratta di un soggetto inedito e negli ultimi anni i produttori italiani e internazionali difficilmente producono e investono in un soggetto che non sia tratto da un libro, un fumetto, un videogioco ecc. ovvero quelle che chiamano I.P. (intellectual property) già in qualche modo note al pubblico e che hanno già un riscontro di gradimento. Provate a guardare dei film e delle serie prodotte, quanti sono adattamenti per farvi un’idea. Non lasciatevi ingannare dalla scritta “original”, non sono progetti creati dal nulla, almeno nella maggior parte dei casi, il punto di partenza è qualcosa di noto, che sia un i.p. appunto, piuttosto che un regista o un produttore famoso. Certo, esistono le eccezioni ed è per quello che noi continuiamo a crederci, consci della validità del nostro progetto. Il secondo problema è che siamo una casa di produzione piccola ed emergente e ISCHIDADOS ha bisogno di un grosso budget, per cui ci sono state fatte proposte (a volte ridicole) per acquistare i diritti e farle realizzare ad altre case di produzione. Partendo dal presupposto che questo progetto nasce dalla passione più che dall’idea di chissà quale guadagno e avendo sputato sangue per arrivare fino a qui, l’idea di svenderlo e vederlo realizzare da qualcun’altro non mi passa nemmeno per la testa. Sbaglierò, forse me la tiro, ma ho guadagnato con grande fatica la fiducia di molte persone per arrivare fino a qui, anche le più scettiche, dimostrando quanto ci tengo e quanto sia mosso dall’intento sincero di fare qualcosa di bello e speciale, per cui ho la presunzione che io e il mio team siamo le persone giuste per realizzarlo con il rispetto, la competenza e la passione necessaria.

 

Ma siete sardi?
No, anche se amiamo la Sardegna e nella troupe ci sono parecchie maestranze sarde, non siamo sardi, nello specifico io ed Eugenio Villani, che abbiamo scritto la sceneggiatura, viviamo a Torino. Questo progetto però nasce dal profondo rispetto e dal fascino che ho nei confronti della cultura alla quale mi sono avvicinato per caso dopo aver visto una parata dei mamuthones e che è diventato il motore per scrivere il soggetto. Credo fortemente nell’energia e se non l’avete mai fatto vi invito ad assistere ad una danza dei mamuthones, è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Non si tratta di vedere delle maschere carnevalesche, è qualcosa di più antico, che rimanda a riti ancestrali, che si perdono nella notte dei tempi. Non posso descriverlo perché è una cosa molto personale e per nulla razionale, che non si sente con le orecchie e non si vede con gli occhi, ma che arriva dritta allo stomaco, sotto forma di vibrazioni ed energia, appunto. Abbiamo avuto l’onore e il privilegio di essere accolti dai mamuthones di Mamoiada e parallelamente alla serie abbiamo girato un documentario (che sarà presente nei dvd e bluray) che raccoglie testimonianze e immagini per spiegarvi da cosa ho tratto ispirazione per creare i miei personaggi di finzione nella serie. Ringraziamo i partner che hanno sostenuto il progetto in ogni modo, rendendo possibile la realizzazione sia della fiction che del documentario. A breve pubblicheremo un post specifico per questo argomento con una preview del doc.